Da Yule a Imbolc: il tempo della luce che cresce nella Ruota dell’Anno.

Un viaggio simbolico e interiore tra buio, attesa e rinascita della luce

Forse anche tu lo stai sentendo: qualcosa, nella natura  intorno a noi, ha incominciato lentamente a muoversi. 
Non è ancora primavera, ma il lungo silenzio dell’inverno comincia ad allentarsi. 

Ci troviamo nello spazio liminare tra le festività di Yule e Imbolc, in un momento che parla di attesa, di preparazione, di ciò che sta nascendo senza ancora mostrarsi.

È una soglia sottile, spesso trascurata, ma fondamentale per comprendere il movimento della vita e i processi interiori che accompagnano la fine dell’inverno.
Dopo Yule, il tempo della morte e della rigenerazione, l’energia della natura non è ancora pronta per l’azione: è impegnata nella preparazione, nella gestazione, nella riorganizzazione profonda.

Questo tratto della Ruota dell’Anno ci insegna a riconoscere ciò che sta nascendo prima che prenda forma, a sostare nell’attesa senza forzarne i tempi, a leggere i segnali del cambiamento quando sono ancora silenziosi.

Comprendere il passaggio da Yule a Imbolc significa imparare a muoversi con consapevolezza nei cicli della natura e dell’anima, invece di subirli.

Yule: morte, rinascita e tempo di stabilizzazione

Dopo la festività di Yule, celebrata in corrispondenza del Solstizio d’Inverno,  il viaggio a spirale della Ruota dell'Anno sembra rallentare.
Il vecchio sole è morto e la nuova luce è stata generata, ma è ancora debole, fioca.  

Questo è il tempo della stabilizzazione del seme, del silenzio che segue la rinascita, della vita che si riorganizza nel profondo.

Yule segna il punto più oscuro dell’anno e, allo stesso tempo, l’inizio del ritorno della luce. 

Secondo gli insegnamenti misterici del Tempio della Rosa Cristica®, nella notte di Yule, il vecchio sole muore, per rinascere dal ventre fecondo della Dea.

All'Epifania, la Dea si  manifesta a noi sotto forma di Crona, per spargere gli ultimi semi nel mondo e potersi finalmente riposare.

Tuttavia, ciò che nasce nella notte di Yule,  non è destinato a mostrarsi subito. 

Ha bisogno di essere custodito, protetto, accompagnato nella sua prima fase di crescita invisibile.

Ci troviamo ora in un momento di passaggio, in attesa che la Dea torna a noi, nelle vesti di fanciulla e Dea della Luce.
Un tratto della Ruota dell’Anno che parla di attenzione, cura e discernimento

Comprendere questo momento significa evitare uno degli errori più comuni nei percorsi di crescita: forzare il tempo della fioritura quando il lavoro è ancora sotterraneo. 

Imbolc: il tempo del Fuoco custodito

Imbolc è un'antica festività pagana e rappresenta il momento in cui la luce del Sole, nata a Yule, inizia a farsi sentire in modo più stabile, pur restando ancora discreta.
Quella che stiamo attraversando non è una soglia di manifestazione, ma di orientamento.

Tradizionalmente celebrata tra il 31 gennaio e il 1 febbraio, Imbolc è conosciuta come la festa del Fuoco.
Attenzione, il fuoco di Imbolc, non illumina apertamente: è un fuoco che vive sotto la superficie, che riscalda senza ancora mostrarsi, che prepara il terreno alla crescita futura.

Nell’antichità questo passaggio stagionale veniva onorato accendendo falò sulle colline,  per sostenere simbolicamente il ritorno della luce e accompagnarne il consolidamento.
Il gesto rituale aveva una funzione precisa: riconoscere che il ciclo si stava muovendo e che la vita, pur invisibile, era già in atto.

Dal punto di vista interiore, Imbolc segna un cambiamento sottile ma significativo.
L’energia fisica, emotiva, spirituale, comincia a spostarsi dal puro raccoglimento verso una prima apertura.
Non è ancora il tempo dell’azione, ma quello della chiarezza: osservare cosa sta emergendo, distinguere ciò che è vivo da ciò che appartiene al ciclo passato, prepararsi a nutrire solo ciò che è destinato a crescere.

Imbolc insegna una competenza fondamentale: saper stare nella fase intermedia senza forzarla.
È il tempo in cui la luce chiede attenzione, disciplina e ascolto, non entusiasmo né accelerazione.

mani di donna che mostrano una candela accesa

Il passaggio interiore tra Yule e Imbolc

Il passaggio da Yule a Imbolc non riguarda solo il ritmo delle stagioni, ma il modo in cui l’essere umano attraversa le fasi di trasformazione.

Questo è  un tempo in cui ciò che è stato lasciato andare non ha ancora trovato una nuova forma e ciò che sta nascendo non è ancora pronto per essere espresso.

Interiormente, questa fase può essere vissuta come un momento di sospensione.

Il bisogno di raccoglimento non è più totale come a Yule, ma l’energia non è ancora sufficientemente definita per tradursi in azione. 

È uno spazio intermedio che richiede ascolto, presenza e capacità di tollerare l’incompiuto.

Molte persone faticano in questo tratto della Ruota dell’Anno perché cercano chiarezza immediata o risultati visibili.

Il passaggio tra Yule e Imbolc, invece, insegna un’altra postura: rimanere in contatto con ciò che sta emergendo senza forzarlo, permettere alla visione di prendere forma gradualmente, riconoscere che non tutto ciò che nasce è destinato a crescere.

Dal punto di vista interiore, è il tempo in cui si riorientano desideri, intenzioni e direzioni.

Ciò che a Yule è stato intuito ora chiede discernimento.

Ciò che non ha radice sufficiente inizia a perdere forza.

Ciò che è autentico, invece, comincia lentamente a farsi sentire con maggiore chiarezza.Questo passaggio richiede maturità spirituale.

Non è una fase di entusiasmo, ma di affinamento.

Non chiede grandi decisioni, ma scelte sottili: dove mettere attenzione, cosa nutrire, cosa lasciar decantare.

Comprendere il passaggio interiore tra Yule e Imbolc significa imparare a muoversi nei tempi della vita senza anticiparli, riconoscendo che ogni ciclo ha una funzione precisa e che la trasformazione autentica avviene spesso quando non è ancora visibile all’esterno.

Imbolc e la Candelora: la luce riconosciuta

Nella tradizione cristiana, questo stesso passaggio viene celebrato con la Candelora, il 2 febbraio.

In questa data la Chiesa ricorda la presentazione del bambino Gesù al Tempio di Gerusalemme e la benedizione delle candele, segno della luce divina che entra nello spazio sacro.

Al di là delle differenze simboliche e religiose, la Candelora svolge una funzione analoga a Imbolc: riconoscere una luce che è già presente, ma che necessita di essere accolta, custodita e orientata.

Non si celebra ancora la piena manifestazione, bensì il momento in cui la luce viene nominata, riconosciuta e affidata a una struttura capace di sostenerla.

Il gesto della benedizione delle candele non è puramente rituale.

Esprime un principio profondo: ogni luce, per poter crescere, ha bisogno di un contenitore, di una forma, di un contesto che ne permetta l’espressione nel tempo.

Senza questo passaggio, la fiamma rischia di spegnersi o di disperdersi.

In questo senso, Imbolc e la Candelora parlano lo stesso linguaggio, pur attraverso simboli differenti.

Entrambe indicano un momento di passaggio in cui la luce non è più solo una promessa, ma non è ancora una presenza pienamente incarnata.

È il tempo della consacrazione silenziosa, della preparazione, della responsabilità verso ciò che sta nascendo.

Quando la luce chiede presenza

Il passaggio da Yule a Imbolc ci insegna che non ogni trasformazione è immediata e non ogni luce è pronta a mostrarsi.
Esistono tempi di gestazione che chiedono ascolto, discernimento e una presenza stabile, capace di sostenere ciò che sta nascendo senza forzarne il ritmo.

Questo tratto della Ruota dell’Anno non parla di azione né di risultati, ma di preparazione consapevole.
È il tempo in cui la luce viene riconosciuta, custodita e orientata, affinché possa trovare, nei mesi successivi, una forma autentica e radicata.

Per accompagnare questo passaggio ho creato La Rosa di Imbolc, un percorso dedicato a chi sente il richiamo di questo tempo e desidera attraversarlo con maggiore profondità, chiarezza e presenza.
Uno spazio di lavoro e di ascolto per entrare in contatto con il fuoco nascente, riconoscerne la direzione e preparare il terreno alla sua manifestazione.

Se senti che questo è il momento giusto per sostare nella soglia e nutrire ciò che sta emergendo, La Rosa di Imbolc è il luogo in cui questo passaggio può essere vissuto in modo guidato e consapevole.