
Una sacerdotessa è un ponte fra il visibile e l'invisibile, fra la dea e gli esseri umani, ed il modo in cui una sacerdotessa svolge questo ruolo di ponte, cambia da donna a donna, a seconda della sua storia personale, a seconda dei suoi talenti, a seconda dei doni che ha ricevuto dalla dea, per portare avanti la sua missione nel mondo.
Così come esistono davvero infiniti modi per incarnare l'archetipo della sacerdotessa, ed esprimerlo nel mondo, esistono anche diverse tradizioni misteriche, diversi lignaggi femminili, diverse scuole.
Ogni tradizione, ogni lignaggio, ha la sua storia, i suoi simboli, i suoi miti, le sue peculiarità.
In base alla tradizione dalla quale ci sentiamo chiamate, il nostro ruolo di sacerdotessa si arricchisce di attributi.
La Sacerdotessa della Rosa è la custode contemporanea di una tradizione misterica estremamente antica, la cui esistenza è stata dimenticata per moltissimo tempo e che solo ultimamente sta riemergendo nella pienezza del ricordo.
Questo processo di risveglio è portato avanti dalle sue sacerdotesse.
Anime antiche che hanno scelto di reincarnarsi in questo particolare periodo storico, proprio per contribuire al risveglio della Sorellanza della Rosa.

Ciò che contraddistingue il Lignaggio della Rosa, è la devozione che le sue sacerdotesse nutrono per la Dea e il Dio e la pratica costante per giungere all'apertura del cuore.
Una Sacerdotesse della Rosa è una donna addestrate ai misteri connessi alla dea, ma che riconosce e onora anche la figura del dio, come compagno, amante e sposo della dea stessa.
Di conseguenza, parte dell'addestramento di una sacerdotessa, consiste nella sanazione delle proprie energie interne, femminili e maschili, per poi unirle in quello che io chiamo uno Hieros Gamos interiore.
Come Sacerdotesse della Rosa, onoriamo il femminile e il maschile sacro, ed in generale, onoriamo la danza delle polarità che muove la nostra stessa esistenza.
Ci riconosciamo discendenti di un antico lignaggio misterico, le cui radici sono da ricercarsi oltre il pianeta Terra, su Venere e le Pleiadi.
Celebriamo la vita e ci apriamo ai misteri dell'esistenza.

Oggi, essere Sacerdotessa della Rosa è un atto di incarnazione. Scegliere di percorrere la Via della Rosa, vuol dire impegnarsi a portare il divino nel profano.
Non è una fuga dal mondo, ma una discesa: nel corpo, nelle relazioni, nel lavoro, nella materia.
La Sacerdotessa della Rosa cammina nel rumore del mondo con un silenzio fecondo dentro di sé.
È centrata, consapevole, radicalmente viva.La sua missione è pratica:
Perché la Sacerdotessa non osserva il sacro da lontano: lo manifesta nella materia.
La Via della Rosa non è un’idea romantica, né un fragile simbolo poetico contemporaneo. È la Via della Maddalena: il cammino della piena incarnazione.
È una tradizione antica che si risveglia nel mondo contemporaneo, per ricordarci che lo spirito pulsa dentro di noi.
La Via della Rosa è un percorso di trasformazione radicale che non cerca la fuga dalla materia, ma la sua santificazione.
Questa Via è l'intreccio sacro di:
La Via della Rosa ti guida a ricordare chi sei veramente e a incarnare quella memoria antica nella tua vita di oggi.
Perché la vera iniziazione non avviene nei templi lontani o nei deserti del passato. Avviene ora, dentro la tua coscienza.
Essere una Sacerdotessa della Rosa oggi, significa camminare nel mondo con una luce diversa: più centrata, più consapevole, radicalmente viva.
Oggi sempre più donne sentono emergere dentro di sé la chiamata di questa stirpe.
Una chiamata che parla di bellezza, di coscienza, di verità.
Una chiamata che invita a ricordare un'antica alleanza con il sacro.
Se senti risuonare qualcosa dentro di te, forse stai iniziando a percepire la stessa chiamata.
Desideri comprendere qualcosa di più?
Accedi alla trasmissione iniziatica "La Chiamata della Sacerdotessa", cliccando sull'immagine qui sotto:
Con amore,
Selena
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