Mabon e l’Equinozio d’Autunno: il tempo del Secondo Raccolto

L’arrivo dell’autunno porta con sé un cambiamento che possiamo percepire non soltanto nella Natura, ma anche dentro di noi. 

Le giornate iniziano ad accorciarsi, la luce assume sfumature differenti e Madre Natura,  dopo l’espansione dei mesi estivi, comincia lentamente a ritirare la propria energia.

L’Equinozio d’Autunno segna uno dei grandi passaggi della Ruota dell’Anno. È una soglia tra due stagioni, ma è anche uno spazio sacro,  nel quale siamo invitate a fermarci, osservare ciò che abbiamo vissuto e riconoscere i frutti che sono maturati lungo il nostro cammino.

Nella spiritualità della Dea, questo passaggio viene celebrato attraverso Mabon, il tempo del Secondo Raccolto. 

Mabon è  una festa che parla di abbondanza e gratitudine, ma anche di equilibrio, maturità e rilascio. 

Infatti, in questo periodo dell'anno, la Natura ci mostra  che raccogliere non significa soltanto ricevere i frutti di ciò che abbiamo seminato: significa anche comprendere che cosa desideriamo conservare e che cosa, invece, può essere finalmente lasciato andare. 

Il Secondo Raccolto è maturo.

È il momento di ringraziare per ciò che abbiamo ricevuto, per ciò che è cresciuto e ha portato frutto nella nostra vita, ma è anche il momento di lasciare andare. 

La Natura stessa ci invita ad aprire le mani affinché il superfluo possa volare via da noi, proprio come le foglie che, con l’arrivo dell’autunno, iniziano lentamente a staccarsi dai rami.

Nella spiritualità della Dea, questo momento dell’anno coincide con uno dei portali della Ruota dell’Anno: Mabon, la celebrazione legata all’Equinozio d’Autunno.

Nella Spirale della Rosa Cristica®, ci spostiamo  nel Tempio della Rosa Arancione di Mabon, per entrare nei Misteri del Secondo Raccolto, dell’equilibrio, del rilascio e della Sovranità.


Mabon e l’Equinozio d’Autunno

Mabon è una festività mobile che viene celebrata in corrispondenza dell’Equinozio d’Autunno, tra il 21 e il 23 settembre, a seconda dell’anno.

Il nome Mabon, così come viene utilizzato oggi nella Ruota dell’Anno neopagana, è relativamente recente, mentre le celebrazioni legate al raccolto e al passaggio verso la stagione oscura sono naturalmente molto più antiche e appartengono a numerose culture.

L’Equinozio rappresenta astronomicamente il momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste. 

Sul piano simbolico, viene associato all’incontro tra luce e oscurità e, proprio per questo, uno dei suoi temi principali è l’armonia fra gli opposti.

All’Equinozio di Primavera, le energie sono orientate verso la crescita, l’espansione e la manifestazione. La Natura si risveglia, le giornate si allungano e la vita torna progressivamente verso l’esterno.

All’Equinozio d’Autunno accade il contrario: le energie prendono la direzione della decrescita e del ritorno verso l’interno.

Con Mabon entriamo quindi nella parte oscura dell’anno. Nel periodo successivo all’Equinozio, le ore di buio iniziano progressivamente ad aumentare, mentre le giornate si accorciano. 

Questo movimento non deve essere letto come qualcosa di negativo, perché il buio e la notte sono essenziali tanto quanto la luce per il benessere e per la continuità stessa della vita.

La notte ci invita al riposo, all’introspezione e alla riflessione. 

Ci invita a fermarci e a guardare più profondamente dentro di noi, osservando quali parti della nostra vita hanno concluso il proprio ciclo e quali aspetti di noi devono simbolicamente morire per permettere a qualcosa di nuovo di nascere.

Vuoi approfondire il significato di Mabon?

Qualche anno fa ho dedicato a Mabon e all’Equinozio d’Autunno un incontro nel quale esploro più in profondità i simboli, i Misteri e i significati spirituali di questo passaggio della Ruota dell’Anno.

Ho reso disponibile la registrazione anche sul mio canale YouTube: se vuoi immergerti ancora di più nell’energia del Secondo Raccolto, puoi guardare il video dedicato a Mabon e all’Equinozio d’Autunno.▶️ 


L’armonia fra gli opposti

Prima di iniziare il percorso che ci condurrà sempre più profondamente verso l’interiorità, la Natura ci invita a riflettere sulle forze opposte e sull’importanza di mantenere un equilibrio fra di esse.

Yin e Yang, giorno e notte, maschile e femminile, luce e oscurità, attività e passività, spirito e materia rappresentano polarità che possono apparire contrapposte, ma che in realtà sono complementari.

Entrambe sono necessarie.

La luce ci permette di vedere, agire e creare; l’oscurità ci permette di riposare, elaborare e rigenerare. 

L’attività ci porta verso il mondo, mentre la passività ci permette di ricevere. 

Il Maschile e il Femminile, intesi sul piano archetipico, rappresentano forze che partecipano insieme al processo creativo.

Queste energie non hanno bisogno di annullarsi a vicenda, ma di  trovare una relazione armonica.

Quando le diverse parti di noi riescono a dialogare e a trovare un equilibrio, il processo di creazione diventa più pieno, perché non nasce più dalla separazione, ma dall’integrazione.


frutti autunnali

Mabon e il Secondo Raccolto

Mabon viene tradizionalmente associato al Secondo Raccolto, il momento in cui la Terra offre molti dei suoi frutti maturi.

Uva, mele, pere, melograni e altri frutti dell’inizio dell’autunno diventano simboli di abbondanza, maturazione e compimento.

Anche sul piano interiore possiamo osservare ciò che è maturato nella nostra vita.

Possiamo chiederci quali semi abbiamo piantato nei mesi precedenti, quali progetti sono cresciuti, quali desideri hanno iniziato a manifestarsi e quali esperienze ci hanno trasformato.Il raccolto non parla soltanto di successo. Parla anche di consapevolezza.

Possiamo riconoscere ciò che ha portato frutto, ma anche ciò che non è cresciuto come speravamo. 

Possiamo comprendere quali scelte ci hanno sostenuto e quali, invece, ci hanno allontanato da noi stesse.

Mabon diventa quindi un tempo di gratitudine, ma anche di discernimento.

Ringraziare e lasciare andare

Il raccolto porta con sé un doppio movimento.

Da una parte riceviamo ciò che è maturato, dall’altra iniziamo a lasciare andare ciò che non serve più.

La Natura ci mostra continuamente questo processo. 

Gli alberi non trattengono le foglie morte per paura di rimanere spogli. Le lasciano cadere, perché sanno che quel rilascio appartiene al ciclo della vita.

Allo stesso modo, anche noi possiamo chiederci che cosa sia arrivato il momento di lasciare andare.

Può trattarsi di un’abitudine, di una relazione, di un progetto, di un’identità che non ci rappresenta più, oppure semplicemente di un modo di vivere che ha esaurito la propria funzione.

Lasciare andare non significa necessariamente perdere.

Spesso significa liberare spazio per qualcosa di nuovo.


Il ciclo della Dea a Mabon

A Mabon, la Dea mostra il suo volto di donna adulta, matura e Sovrana di se stessa.

Incinta del Figlio Divino, Ella è Madre Terra, portatrice di abbondanza, fertilità e prosperità.

Il Dio, suo compagno, ha intrapreso il viaggio iniziatico che lo condurrà attraverso la morte simbolica e verso una nuova rinascita. 

La Dea rimane sulla Terra ancora per un tempo, prima di intraprendere anch’essa il viaggio verso il mondo sotterraneo e assumere progressivamente il volto della Crona.Come avviene in ogni passaggio della Ruota dell’Anno, la Dea manifesta molteplici aspetti, ma a Mabon uno di questi emerge con particolare forza: la Sovrana.

Noi la onoriamo come Madre Terra, dispensatrice di frutti, completa, radicata, consapevole del proprio valore e Signora del proprio mondo.


La Dea come Sovrana

Nelle sue vesti di Sovrana, la Dea ci insegna a essere sicure di noi stesse, indipendenti e capaci di assumere la responsabilità della nostra vita.

La Sovrana conosce il proprio valore e non ha bisogno di cercare continuamente approvazione all’esterno. Sa prendere decisioni, riconoscere ciò che desidera e orientare le proprie energie verso ciò che vuole creare.

La Sovrana pone anche confini sani. Sa dire no quando è necessario, senza sentirsi per questo meno amorevole. Allo stesso tempo, proprio perché conosce i propri confini, può aprirsi all’intimità con l’altro senza perdere se stessa.

Madre Terra ci invita quindi a radicarci profondamente nella realtà, come donne adulte capaci di impegnarsi concretamente nella costruzione della propria vita.

La spiritualità, in questa prospettiva, non rappresenta una fuga dal mondo materiale, ma al contrario, è un invito a prendere pienamente parte all'esperienza umana.  

Spirito e materia

Uno degli equilibri più importanti che Mabon ci invita a osservare è quello fra Spirito e Materia. 

Spesso questi due aspetti vengono vissuti come se fossero incompatibili. Da una parte la ricerca spirituale, dall’altra il desiderio, la prosperità, la realizzazione personale e la materia.

Eppure la Natura non vive questa separazione. Il seme diventa pianta, la pianta produce un frutto, il frutto nutre il corpo. Il principio invisibile prende continuamente forma nella materia.

Anche il nostro mondo interiore segue lo stesso movimento.

Un desiderio rimane soltanto una possibilità finché non trova una forma concreta. Un’intuizione diventa trasformativa quando entra nella nostra vita reale. 

Una visione diventa creazione quando siamo disposte ad agire per manifestarla.

Mabon ci ricorda quindi che possiamo essere profondamente spirituali senza rinunciare alla materia

.Possiamo abitare entrambe le dimensioni e permettere che dialoghino fra loro.

Tempio della Dea


Il Tempio della Rosa Arancione

Camminando attraverso la Spirale della Rosa Cristica®, all'Equinozio d'Autunno varchiamo le porte del  Tempio della Rosa Arancione.

Qui, siamo chiamate a confrontarci con i Misteri propri dell'Equinozio e a riflettere su temi quali: equilibrio, raccolto, gratitudine, rilascio,  ma anche quelli della maturità e della Sovranità.

La Ruota dell’Anno diventa così una vera e propria mappa iniziatica.

Ogni stagione esteriore rispecchia un processo interiore e ogni passaggio della Natura può diventare un’occasione per osservare il momento che stiamo vivendo.

Mabon ci invita a guardarci indietro, riconoscendo ciò che abbiamo costruito e ciò che abbiamo imparato, ma allo stesso tempo ci prepara al viaggio che verrà.

La discesa nella parte oscura dell’anno è già iniziata.

Prima di intraprenderla, possiamo fermarci e chiederci quali frutti vogliamo raccogliere e quali pesi, invece, siamo pronte a lasciare andare.

E se desideri varcare le soglie del Tempio Arancione di Mabon e fare esperienza di come questi insegnamenti vengono tramandati all'interno della Spirale della Rosa Cristica®, puoi unirti al percorso: "La Rosa di Mabon".



Le domande di Mabon

In questo periodo possiamo chiederci:

  • Che cosa è maturato nella mia vita?
  • Quali frutti posso finalmente raccogliere?
  • Per che cosa sento gratitudine?
  • Che cosa non ha dato i risultati che speravo?
  • Che cosa posso imparare da questa esperienza?
  • Che cosa ha concluso il proprio ciclo?
  • Quali confini ho bisogno di rafforzare?
  • Dove ho bisogno di ritrovare equilibrio?
  • Quale parte della mia vita chiede di essere lasciata andare?
  • In che modo posso diventare maggiormente Sovrana del mio mondo?

Mabon ci invita a riconoscere che ogni ciclo contiene una fase di crescita e una fase di rilascio.

La Terra non cerca di trattenere l’estate, ma accoglie l’autunno e inizia lentamente a prepararsi al riposo.

Forse anche noi possiamo fare lo stesso

.Possiamo ringraziare ciò che è stato, raccogliere ciò che è maturo e lasciare andare ciò che non ci appartiene più.

La stagione oscura può allora diventare non un tempo da temere, ma uno spazio di ascolto, trasformazione e rinnovamento.


Buon Equinozio d’Autunno e buon Mabon.

Al tuo cammino, da donna a Dea.Selena Chiappori

Sacerdotessa della Rosa

Fondatrice della Scuola Misterica della Rosa Cristica®